Le cifre romane  

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Le cifre o i numeri romani


I numeri romani hanno persistito oltre un millennio. Ma com'è stato possibile? Con questi numeri era difficilissimo, ed in certi casi, impossibile effettuare dei calcoli. Eccetto delle semplici addizioni e sottrazioni si potevano effettuare gli altri calcoli solo con grandi difficoltà.

Non si deve dimenticare che i numeri indiani-arabi hanno preso piede in Europa soltanto nel 15 secolo. Purtroppo grazie alle sanguinose crociate.

Ma a questo punto ci si deve domandare: Come hanno potuto - gli architetti romani - costruire quelle maestose opere edili? Dopotutto un vero e proprio calcolo era impossibile farlo con certi numeri balordi.




Eccetto la "V", nella sequenza dei numeri di una cifra romana le lettere vengono ripetute al massimo fino a tre volte. Se la lettera è inferiore alla prossima lettera che segue, allora il suo valore viene sottratto da quella superiore che la segue. Se invece un gruppo di lettere seguono una lettera di livello superiore, allora si addizionano a quella precedente che era superiore. Una lineetta sopra una lettera moltiplica per mille il valore nominale della lettera.

Una volta si sottrae ed un altra volta si addiziona, ma ogni tanto si lascia stare. Anche se sussiste una logica in questa sequenza di numeri, la illogicità di questa logica, impedisce un calcolo decente.

Immaginatevi di dove fare dei calcoli con un differenziale. Oppure un semplice calcolo di vettori. Pertanto è stato più che logico aver dovuto cambiare sistema.


© 2015 Pierluigi Peruzzi
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